Oltre il registro elettronico

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Il documento di valutazione digitale: personalizzazione e potenzialità

Martedì, Aprile 29, 2014 - 12:30

Una docente dell'Istituto Onnicomprensivo annesso al Convitto nazionale "C. Colombo" racconta la propria esperienza nell’introduzione del registro elettronico nella scuola. Riportiamo il racconto di Manuela Delfino, insegnante e funzione strumentale relativa all’area risorse tecnologiche..

Ci può raccontare il contesto scolastico in cui ha preso vita l’introduzione del registro elettronico?

insegnante Manuela Delfino

L’Istituto onnicomprensivo è costituito da una scuola primaria, tre scuole secondarie di primo grado e un liceo scientifico. È una scuola molto articolata al suo interno, composta da personale docente e non, appartenenti a realtà differenti  tra loro; l’aggregazione delle varie scuole è avvenuta nel settembre del 2011 e il cammino di conoscenza e condivisione di pratiche è agli inizi.

Un anno fa il dirigente scolastico aveva posto la questione dell’introduzione del registro elettronico. La scelta riguardava sia le caratteristiche tecniche del sistema, ma - soprattutto - la possibilità di introdurlo in una realtà variegata ed eterogenea come quella del nostro istituto.  

Come avete agito per introdurre il registro elettronico?

Innanzitutto è stato scelto di fare il salto completo, laddove possibile, verso il registro online, quindi di ridurre al minimo l’adozione di un criterio misto, in cui il registro cartaceo coesistesse  con quello online.  A settembre 2013 il registro elettronico di DIDANET è stato adottato dalla scuola media “Colombo” e dalla media “don Milani”, a novembre dal Liceo scientifico. Mancano ancora due scuole, che inizieranno ad usarlo il prossimo settembre.

Il primo quadrimestre è servito come fase di prova. I primi mesi sono stati di rodaggio da parte degli insegnanti e l’apice della sperimentazione è stata la conclusione dell’iter degli scrutini, con la presentazione delle schede ai genitori. In questi mesi è apparso evidente come il registro, pur essendo unico, riesca a differenziarsi per rispondere ai bisogni manifestati dalle tre scuole.

Lei insegna alla scuola media "don Milani": quali sono stati i principali punti di attenzione?

La “don Milani” è una  scuola tecnologicamente avanzata, che non ha avuto grandi problemi a recepire le novità apportate dal registro elettronico. I docenti hanno accolto il cambiamento di supporto e cercato di adattarsi alle novità che questo comporta, accogliendo i vantaggi e cercando sia di riconoscere e comprendere i vincoli, sia di proporre modifiche migliorative del sistema.

Ciò che premeva di più al Collegio docenti della mia scuola era la possibilità di adattare il registro elettronico alle scelte collegiali in merito alla valutazione, di non dover subire in modo acritico un sistema rigido.

Per questo è stata realizzata la cosiddetta "iper-pagella"?

La scuola Don Milani chiedeva al registro una flessibilità che non vedevamo nei registri elettronici analizzati fino a quel momento. Il termine “iper-pagella” non è in uso nella nostra scuola, è stato il termine con cui gli sviluppatori di Didanet hanno scherzosamente ribattezzato il documento di valutazione di fine quadrimestre, un documento complesso, che quando era su carta era composto da 16 pagine cui si aggiungevano quelle relative alla valutazione dell’Insegnamento della Religione Cattolica (o dell’Attività alternativa). 

La valutazione del comportamento, per esempio, è articolata in nove voci che afferiscono a tre categorie: la partecipazione dello studente, la responsabilità dello studente, le relazioni interpersonali. Ciascuna voce ha un’indicazione numerica, decisa dai membri del Consiglio di classe. Ovviamente, come richiede il Ministero, è poi anche riportata una voce globale con la valutazione numerica relativa al comportamento.

Il nostro obiettivo è cercare di dare un senso ai voti attribuiti agli studenti (spiegando cosa ci sia dietro al 6, all’8 o al 10), ma soprattutto di inserire la valutazione in un percorso educativo, mostrando gli ambiti in cui è richiesto maggior impegno e riconoscendo le positività.

Ugualmente, se procediamo sulle singole materie, il voto finale attribuito è frutto di valutazioni relative ad aspetti diversi, riguardanti le conoscenze disciplinari, le competenze di cittadinanza valutate attraverso la disciplina, il percorso dello studente. 

In che modo questa pagella digitale risponde alle necessità degli insegnanti?

Adottando il registro elettronico, eravamo fermamente intenzionati a non perdere in qualità rispetto a quello che è un cammino storico della nostra scuola, frutto in primo luogo del lavoro della Commissione “Analisi, valutazione, progettazione processi” e  dell’interazione e collaborazione con le altre scuole impegnate nel progetto Wikischool  (in particolare Scuola-Città Pestalozzi di Firenze e Rinascita-Livi di Milano).

La valutazione rientra in un percorso educativo che va ben al di là del voto. Tramite la valutazione si realizza una parte del dialogo con i nostri studenti, con le loro famiglie e anche tra noi docenti: una scheda tradizionale, che mostra un voto e il numero di assenze per ogni disciplina, andava incontro a quello che chiede il Ministero, ma non rispondeva alle nostre esigenze. Avevamo dunque bisogno di un sistema digitale che ci consentisse di generare un documento di valutazione corrispondente alle nostre necessità e che, soprattutto, fosse modificabile ogni qualvolta dovessimo apportare delle variazioni (per es., modificare gli indicatori).

Una delle ragioni per cui avevamo scelto il registro elettronico DIDANET riguardava proprio la possibilità di adattare la scheda di valutazione di fine quadrimestre. Con settimane di lavoro sul sistema, assieme ai tecnici di Kion, siamo riusciti ad adattare la struttura e l’architettura standard del sistema (che prevedeva un unico voto di disciplina) ad un registro che potesse contenere tutti gli indicatori di disciplina.

La cosiddetta iper-pagella è il risultato di una duplice esigenza: quella di conciliare le indicazioni Ministeriali con i processi valutativi degli insegnanti e quella di rendere questi processi il più possibile trasparenti e comprensibili agli alunni e alle loro famiglie.

Ci sono state resistenze al cambiamento? Come le avete risolte?

Il cambiamento ci ha chiesto di affrontare varie questioni, che possiamo ricondurre ad alcuni aspetti. Quelli più evidenti sono quelli tecnologici: computer funzionanti in tutte le classi, una rete stabile e affidabile, l’acquisizione di pratica e manualità nell’uso quotidiano del registro da parte di tutti i docenti. Problemi non sempre facili da superare che comportano anche spese economiche non trascurabili.

Ma non possiamo trascurare gli aspetti culturali: l’adattamento al nuovo supporto, la necessità di confrontarsi serenamente sulle inevitabili (e utili) resistenze e sui facili entusiasmi. Un registro digitale è un oggetto diverso da quello cartaceo, il passaggio di supporto presenta vantaggi, ma comporta anche numerose criticità: per riuscire a valorizzare i primi, limitando le seconde, è importante che i docenti siano consapevoli dello strumento che usano e che abbiano idee chiare per sollecitare il Ministero e le ditte che realizzano registri elettronici a migliorare i sistemi.

A questo aggiungiamo aspetti organizzativi, che richiedono di modificare (in alcuni casi inventare) procedure che coinvolgono docenti, alunni, genitori, personale della segreteria, dirigenti scolastici.

Dato il mio compito, ho vissuto l’importanza degli aspetti comunicativi. Nella nostra scuola, in cui da tempo tutte le comunicazioni digitali viaggiano su una piattaforma Moodle, i flussi comunicativi sono stati numerosi e intensi, volti ora a condividere le istruzioni pratiche, ora a rassicurare, ora a dare libero sfogo rispetto ai cambiamenti richiesti.  

E concludo con gli aspetti educativi. Indubbiamente, c’è bisogno di tempo e pratica perché l’innovazione sia compresa a fondo, integrata nella quotidianità e valorizzata, senza banalizzazioni, semplificazioni eccessive o deleghe. Non possiamo delegare al registro le nostre funzioni di docenti: non si può attribuire il voto accogliendo in modo acritico la media aritmetica calcolata dal sistema elettronico; ed è necessario dialogare sul senso della notifica di presenza a scuola tramite SMS spediti contestualmente alla compilazione dell’assenza.